Perché a nessuno piacciono le tue campagne email... e cosa dovresti fare al riguardo!

Campagne
31 ottobre
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7 minuti di lettura
Anche in un mondo in cui tutti competono per accaparrarsi ogni briciolo di attenzione da parte nostra, l’email marketing rimane una delle principali (forse LA principale) strategie di marketing che un brand possa mettere in atto.‍ Tuttavia, se vuoi distinguerti, devi smettere di fare certe cose. È proprio di questo che parla questo articolo. Parleremo della domanda che forse ti stai ponendo proprio ora:‍ perché a nessuno piacciono le mie email?
Alle persone non piacciono le mie email - Una donna delusa davanti al computer

Ti ricordi i bei vecchi tempi in cui ricevere un’e-mail sembrava quasi una magia? Ok, forse alcuni di voi non se lo ricordano perché hanno sempre vissuto in un mondo in cui “Internet” è sempre esistito. Ma, che ci crediate o no, c’è stato un tempo in cui ricevere un’e-mail era una cosa super rara, e quando capitava, era come ricevere un regalo.

Oggi le e-mail sono molto diffuse. Secondo alcuni studi, ognuno di noi riceve ormai in media più di 100 e-mail al giorno.

Non importa quanto sia incredibilmente carino il Furby: se ne ricevessi 100 al giorno, la sorpresa e l’entusiasmo svanirebbero in un attimo. Ed è proprio questa la situazione in cui ci troviamo adesso: centinaia di migliaia di email all’anno affollano le nostre caselle di posta, e quasi non ce ne accorgiamo più.

Ma ce ne sono alcune, davvero poche, che noterai più e più volte. Certo, quelle degli amici e della famiglia o del tuo project manager che ti chiede quando pensi di finire il lavoro. Ma anche le email dei nostri marchi preferiti che presentano un nuovo prodotto in vendita che “sanno che ti piacerà” o un drink a metà prezzo per martedì perché te lo meriti, cavolo”.

Allora. Perché a nessuno piacciono le mie email?

Motivo n. 10 - Ne mandi troppi o troppo pochi

Dai, quale dei due modi è peggiore per iniziare un’e-mail?

"Ehi, sono di nuovo io (per la quarta volta oggi)!" oppure "Ciao, so che sono passati sei mesi dall'ultima volta che ti ho scritto..."

La risposta è: nessuna delle due – sono entrambe terribili. Perché sono terribili? Beh, nel primo esempio, dimostri di esserti reso conto di aver mandato troppe email… ma ne mandi comunque un’altra. A un certo punto, l’unico motivo per cui qualcuno aprirà la tua email sarà per trovare il pulsante per annullare l’iscrizione.

Il secondo esempio non va bene perché sei stato via così a lungo che chi riceve la tua email non ha idea di chi tu sia e del motivo per cui si è iscritto alla tua newsletter.

Qual è il punto di equilibrio? Come per molte cose, dipende. Per ogni marchio, il punto di equilibrio nella frequenza delle email è diverso. In definitiva, ciò che conta è che ogni email che invii offra un qualche tipo di valore a chi la riceve. Il modo migliore per valutarlo è controllare regolarmente le statistiche delle tue email. Cerca cali improvvisi nelle aperture, nei clic o aumenti nelle disiscrizioni. Ascolta anche il tuo intuito (o quello del tuo team). Se a te sembra troppo, probabilmente lo è anche per il tuo pubblico. Se devi ripresentare te stesso e il tuo marchio ogni volta che invii un’email, allora non ne stai inviando abbastanza.

Motivo n. 9 - Le email vengono inviate nei momenti più inopportuni

Proprio come esiste un punto ottimale per la cadenza, c’è un altro aspetto della tempistica che devi considerare: quando le email vengono effettivamente inviate. Per fortuna, con gli strumenti di email marketing puoi programmare l’invio delle tue email in qualsiasi giorno o a qualsiasi ora. Non solo: ti daranno anche dei suggerimenti su quale sia il momento migliore per il tuo marchio.

Inoltre, ricordati di tenere in considerazione il prodotto o il servizio in sé. Se la tua azienda si occupa di colazioni, ha davvero senso mandare un’e-mail a qualcuno all’ora di pranzo? Probabilmente no.

Motivo n. 8 - Le tue e-mail sembrano spam

Lo spam è il flagello del mondo moderno. Sappiamo tutti com’è ricevere nella nostra casella di posta quell’email che in realtà non è proprio un’email. È un messaggio pensato per indurci con l’inganno a cliccare su un link, acquistare un prodotto o rivelare i nostri dati personali. E purtroppo, gran parte dell’email marketing può rientrare in questa categoria. Per questo motivo, molti provider di posta elettronica come Google o Outlook inseriscono automaticamente le email che sembrano spam nella cartella della posta indesiderata o dello spam, costringendo chi fa email marketing a lavorare ancora di più per far arrivare il proprio messaggio.

Per evitare questa trappola, dai un'occhiata a un articolo che abbiamo pubblicato all'inizio di quest'anno, "La guida completa per evitare di essere segnalati come spam".

Motivo n. 7 - Non stai seguendo le "regole"

L'era del “Far West” dell'invio delle email è finita, e ora ci sono una serie di regole che tutti dobbiamo seguire. Tieniti aggiornato sulle ultime normative (che variano da paese a paese) e renditi conto che, anche se a te le regole non piacciono, ad altre persone (e ai “padroni” delle email) invece sì. Questo articolo del blog ti sarà d'aiuto.

Motivo n. 6 - Le tue righe dell'oggetto non funzionano

L’oggetto è la prima cosa, e a volte l’unica, che il destinatario vedrà nella sua casella di posta. Quindi deve essere efficace. Anzi, davvero efficace. Ecco qualche consiglio: sii conciso (l’ideale sono circa 50 caratteri), assicurati che sia chiaro di cosa tratta l’email ed evita di usare parole che fanno pensare allo spam, come “gratis”. Per fortuna, creare ottimi oggetti non deve essere un gioco d’ipotesi. Anzi, i test A/B ti aiuteranno a raggiungere il tuo obiettivo.

Cerca di usare ogni email che mandi come banco di prova per migliorare sempre di più col tempo. Invia lo stesso oggetto a una percentuale della tua lista (tra il 50% e l’80%) e invia un oggetto diverso (più è diverso, meglio è) al resto della lista. Col tempo, verifica se un oggetto più “divertente” funziona meglio di uno più serio. Prova a vedere come vanno le emoji. E che ne dici di domande rispetto ad affermazioni dirette? Prova a fare un solo test per ogni email, così da non confondere i risultati.

Motivo n. 5 - Non personalizzi le tue e-mail

I fornitori di servizi di email marketing offrono codici facili da usare che permettono ai professionisti del marketing di personalizzare le email con nome e cognome, professione o praticamente qualsiasi altra informazione tu possa avere sul tuo pubblico. Gli studi dimostrano che le email con oggetti personalizzati hanno il 26% di probabilità in più di essere aperte rispetto a quelle senza.

Se conosci il tuo pubblico, non aver paura di dimostrarlo.

Motivo n. 4 - Non dai mai inviti all'azione chiari

Cosa vuoi che faccia il tuo pubblico quando legge la tua email? Questo dovrebbe essere chiaro fin dall’inizio. Purtroppo, molti esperti di marketing hanno paura di chiedere troppo, quindi le loro email non hanno mai uno scopo preciso. Di conseguenza, spesso i destinatari non sanno cosa fare dopo e semplicemente passano oltre.

Per evitare che ciò accada, assicurati che ogni email contenga un invito all’azione chiaro e specifico. Che si tratti di acquistare un prodotto, iscriversi a un servizio o partecipare a un evento, il tuo lettore dovrebbe sempre sapere qual è il passo successivo. Inoltre, è fondamentale non proporre troppe azioni. Spesso i professionisti del marketing commettono l’errore di cercare di far fare troppe cose al proprio pubblico con una sola email. Se ti accorgi di inserire più inviti all’azione in un’unica email, valuta invece di inviare più email (in momenti diversi, ovviamente).

Motivo n. 3 - Il tuo messaggio è poco chiaro

Quando scrivi la tua email, assicurati di avere un messaggio principale che sia facile da capire per il tuo pubblico. Una mente confusa non comprerà, quindi non cercare di vendere troppe cose contemporaneamente né di trasmettere troppi messaggi.

Lo stesso vale per il layout della tua email. Se ci metti troppe cose, rischi di confondere i destinatari, quindi mantienilo pulito e semplice. Usa frasi brevi, elenchi puntati e immagini chiare.

Motivo n. 2 - Il tuo valore non è chiaro

Quando i destinatari aprono un’e-mail, dovrebbero capire subito cosa c’è di interessante per loro. Che si tratti di un’ottima offerta, di contenuti nuovi ed esclusivi o semplicemente di qualcosa che gli semplifichi la vita, il tuo pubblico deve capire perché dovrebbe interessarsi alla tua e-mail.

Se non sai bene come fare, prenditi un po' di tempo per rileggere le tue email precedenti. Spiegano chiaramente cosa stai offrendo? Aiutano il lettore a capire facilmente perché dovrebbe interessargli?

Chiediti: "Mi interesserebbe questa email?"

Se la risposta è no, o la modifichi o non la invii.

Motivo n. 1 - Non capisci cosa spinge le persone ad aprire le email

E infine, il motivo principale per cui a nessuno piacciono le tue email è che non capisci davvero cosa spinge le persone ad aprirle. Ora, non prendertela. Ascoltaci fino in fondo.

Prima di tutto, non è colpa tua. Ripeti con noi: «Non è colpa mia».

Accetta invece il fatto che nessuno di noi sa DAVVERO al 100% cosa funziona e cosa no nell’email marketing. Usiamo invece dati, statistiche e risultati passati per fare un’ipotesi il più accurata possibile; poi vediamo cosa funziona e cosa no, e ricominciamo da capo.

Se vuoi sapere cosa spinge le persone ad aprire le email, devi affidarti a un ottimo fornitore e partner di email marketing che possa aiutarti ad analizzare i dati e a trasformarli in strategie di email marketing efficaci.

Puoi anche provare le campagne A/B per assicurarti che le tue email siano ottimizzate al massimo.

Siamo il tipo di partner in grado di trasformare le tue campagne di email marketing da "non lette" a "ne voglio ancora!". Dai un'occhiata al nostro blog per scoprire altre best practice e dai un'occhiata ai piani che offriamo (ce n'è persino uno gratuito a cui puoi iscriverti oggi stesso).

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