Persino il Papa, se si occupasse di email marketing, si ritroverebbe a porsi questa domanda di tanto in tanto (anche se, ammettiamolo, la formulerebbe in modo un po’ diverso). Questo non è certo il primo post che scrivo sull’argomento, ma vale sempre la pena tornarci sopra perché rimane uno dei problemi più grandi che devono affrontare oggi gli esperti di email marketing. Sono orgoglioso di dire che noi siamo al di sopra di tutto questo, ma gli ultimi dati di Return Path mostrano che 1 email su 5 (in media) non arriva mai nella Posta in arrivo*. Ecco una citazione tratta da un white paper di Hotmail:
“Anche un mittente che segua procedure impeccabili, disponga di un’autenticazione adeguata, invii contenuti pertinenti e rispetti la frequenza prevista potrebbe riscontrare delle fluttuazioni nella deliverability.”
Se la maggior parte delle email che invii arriva nella Posta in arrivo, è probabile che la tua reputazione sia buona. Ci sono molti fattori che possono far finire la tua campagna email, curata nei minimi dettagli, nella cartella della posta indesiderata, ed eccone alcuni:
Il tuo dominio “Da” è autenticato con SPF/DKIM? Se hai risposto “No” a questa domanda, non chiederti nemmeno perché la tua email non arriva nella Posta in arrivo. Da anni ormai gli ISP utilizzano l’autenticazione delle email per verificare i mittenti ed è ora che tu faccia lo stesso: con il nostro strumento di validazione integrato, non ci sono scuse se il tuo dominio “Da” non è configurato correttamente.
La “list hygiene” è fondamentale nel mondo odierno della consegna delle e-mail. Il coinvolgimento è fondamentale e, se non raggiungi una percentuale media di apertura decente (superiore al 20%) o se i tuoi tassi di bounce (superiori al 5,0%), di reclami (superiori allo 0,1%) e di disiscrizioni (superiori all’1,0%) sono superiori a quelli che gli ISP ritengono accettabili, la consegna delle tue e-mail ne risentirà. Proprio come faresti il cambio dell’olio alla tua auto, devi mantenere le tue liste pulite da persone che non aprono o non cliccano regolarmente. Questo “peso morto” viene visto come un punto a tuo sfavore e, anche se hai il permesso di inviare email a queste persone, se non interagiscono con ciò che gli mandi, è ora di riconquistarle; se non funziona, eliminalle!
I contenuti continuano a giocare un ruolo fondamentale nella lotta contro lo spam e non dovresti darlo per scontato. Un’email piena di belle immagini non farà una bella figura se i destinatari dovranno andare a recuperarla dalla cartella della posta indesiderata. Mantieni un rapporto immagini/testo costante ed equilibrato, con almeno il 60% di testo e il 40% di immagini.
Incoraggia i tuoi destinatari ad aggiungere il tuo indirizzo “Da” alla lista dei contatti o alla lista “Affidabili”. Questo non solo aiuterà a evitare che le email finiscano nella cartella “Spam”, ma contribuirà anche a migliorare la tua reputazione complessiva come mittente! Ricordati di menzionarlo nella tua prima email di benvenuto e all’inizio di ogni campagna che invii (soprattutto per chi non apre le email).
La conformità dovrebbe essere scontata, ma devi sempre ricontrollare che i tuoi contenuti siano conformi alla legge antispam canadese (Bill C-28), alla normativa CAN SPAM, al Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’UE (GDPR) e alla politica antispam di Cakemail.
Prova, prova, prova... controlla spesso i tuoi contenuti per individuare eventuali errori ortografici comuni e assicurati che nessuno degli URL presenti nella tua creatività sia nella lista nera. Se non hai accesso a uno strumento di monitoraggio della posta in arrivo come Return Path, Litmus o Mailmonitor, dovrai configurare e testare i messaggi utilizzando account dei destinatari con diversi client e i principali provider di posta elettronica, per assicurarti che le comunicazioni vengano ricevute come previsto.
Per altri consigli e suggerimenti come questo, dai un’occhiata alla sezione “Deliverability” del nostro blog oppure contatta il nostro team dedicato alla deliverability.
A presto,
Kevin, responsabile della deliverability presso Cakemail



